Il Circolo

Trentatrè lire e 60 centesimi per la stoffa e le cuciture, 14 lire e 30 centesimi per la corda. Con questa spesa, scrupolosamente annotata nel verbale d’assemblea, poteva sventolare per la prima volta sul Tevere la bandiera giallorossa del Circolo Canottieri Roma.
L’Italia usciva dalla prima guerra mondiale con la voglia di ricominciare a vivere, di aprirsi al mondo. La città era un gran cantiere, ma il suo fiume, lì sotto Monte Mario, appariva ancora come un mondo incontaminato.
Il canottaggio, ragione del sodalizio, condiva con il fascinoso sapore d’Inghilterra il legame viscerale tra Roma e la sua acqua.
Un gruppo di amici appassionati del rowing, guidati dall’inglese John Jackson e da Luigi D’Eramo, aveva deciso di stabilire il proprio paradiso fiumarolo sul Lungotevere Flaminio. Il punto prescelto era quello dove sorgeva una vecchia casina della “Rari Nantes” di Ostia, affittata per la somma di 200 lire mensili.

L’atto di fondazione della società, che per i primi otto anni si chiamerà “Club nautico romano”, porta la data del 28 settembre 1919.

Quasi 86 anni sono trascorsi da allora. Il Canottieri Roma è diventato uno dei circoli più importanti d’Italia. I soci, che erano poco più di un centinaio nel 1922, sono diventati 850. Abbiamo a disposizione 2.150 metri quadrati al coperto e 15.900 all’aperto, con un’attrezzatura invidiabile. Ci sono un galleggiante , una piscina, tre palestre, 6 campi da tennis, un campo di calcetto e uno di pallavolo.
L’albo d’oro è ricco di 104 titoli italiani conquistati tra canottaggio, canoa e tennis. Da un solo dipendente ai tempi della fondazione siamo passati a 23. Il bilancio annuale è di circa 2 milioni di euro.
Nel 1971 il Coni ci ha concesso la Stella d’oro al merito sportivo, il riconoscimento più ambito del quale un circolo possa fregiarsi.

E’ il caso, qualche volta, di guardarsi indietro.
La memoria del passato, che costituisce la vera identità di ogni comunità, racconta una vicenda della quale è legittimo andare orgogliosi. In meno di un secolo il nostro piccolo lembo di Roma ha cambiato aspetto tante volte. E ogni volta, pensiamo, in meglio. Prima della guerra c’era la casina di legno della Rari Nantes Ostia, acquistata nel 1920 per 25 mila lire.
Dopo la guerra anche il circolo visse il fervore della ricostruzione: nel ’51, con un gran ballo in giardino, fu inaugurata la piscina che con la sua cornice di pini maestosi è sicuramente una delle più belle della città. Nel ’68, l’aspetto della sede era di nuovo mutato: la storica casina aveva lasciato il posto ad una costruzione meno fascinosa ma più moderna e spaziosa.
Ma la famiglia sociale ha continuato ad allargarsi, le esigenze sono aumentate. Nel 1996 abbiamo deciso un ulteriore rinnovamento.

Oggi abbiamo un casa ancora più grande e confortevole dove appena 70 anni fa c’era una capanna che mancava perfino di luce elettrica! Non è cresciuta, per fortuna, solo la sede. Il Canottieri Roma ha saputo farsi onore in tutti gli sport. Al canottaggio, com’è ovvio, spetta il posto d’onore.
La nascita del circolo, le sue memorie più care, sono legate al fiume. Sfogliare i vecchi libri di ricordi può davvero dar materia a un libro.
Cominciammo, nel 1920, acquistando con grandi sacrifici 3 Jole. Ci capitò persino, negli anni tra le due guerre, di impiegare una coppia di baleniere avute in consegna dal ministero della Marina.
Ora abbiamo a disposizione 50 imbarcazioni di tutti i tipi, dai K1 agli otto: un patrimonio che merita di essere sfruttato di più da tutti i soci.

Grazie alla rivalità con i “cugini” della Canottieri Lazio è nata una sfida remiera che ormai fa parte delle tradizioni sportive della città.
Dal ’78, nel giorno del derby calcistico di ritorno, i due ” 8 fuori scalmo ” si affrontano sul Tevere. Nel ’19 accanto alla casina sociale esisteva solo un campo di “lawn tennis”. Da allora il nostro piccolo regno di terra rossa si è allargato parecchio. Nel ’24 vennero ordinati altri due campi. Il quarto arrivò dopo la guerra, nel ’49. Il quinto nel ’56. I soci più anziani ricordano ancora l’era dei raccattapalle.
Nel ’55 se ne poteva avere uno a disposizione per cento lire l’ora.

Come racconta un verbale di consiglio, si deliberò anche di fargli distribuire “una minestra giornaliera, allo scopo di migliorare il servizio”.
Oggi la famiglia dei tennisti, insieme a quella sedentaria dei bridgisti, è la più folta. Abbiamo campi dotati di un fondo che i tecnici giudicano invidiabile, e da noi l’attribuzione di handicap e vantaggi per consentire a tutti di divertirsi con tutti è assurta al rango di scienza esatta. Anche qui possiamo andar fieri delle nostre imprese agonistiche.
La nostra bandiera è Nicola Pietrangeli, il più forte giocatore italiano di tutti i tempi. Con i colori giallorossi hanno giocato Franco Olivieri, Sergio Jacobini, Eugenio Castigliano, Claudio Pistolesi, Manlio Bartoni, Federico Valentini.

E dall’inizio degli anni ’80 il Circolo si è conquistato una posizione d’eccellenza nell’attività agonistica riservata ai tennisti veterani, grazie ad una squadra animata da Luigi Lanza e Bruno Orecchio.
Sulla nostra sponda di Tevere, ogni giorno, si intrecciano le vite di tante piccole tribù dedite ad attività disparate.
Possiamo scegliere di viverne una, tante, tutte. Anche questa è una ricchezza di un sodalizio come il nostro. Le attività ormai sono molteplici, è nata una specie di holding del tempo libero. Dal ’60 abbiamo un campo di calcetto. Nel calcio a 5, come in quello tradizionale, le nostre squadre si sono sempre fatte rispettare.

E’ praticata la pallavolo, così come la corsa, che ormai ci vede partecipare con rappresentanze anche folte a tutte le più importanti manifestazioni internazionali, a partire dalle maratone di Roma e di New York.
Per i cultori delle carte il circolo organizza corsi e tornei in abbondanza. Negli ultimi anni, i nostri spazi hanno cominciato sempre più spesso ad aprirsi a iniziative culturali: dibattiti, concerti, proiezioni di film, presentazione di libri, persino una splendida edizione della Traviata allestita nel nostro giardino nel giugno 2003.

La compagine sociale, in forte rinnovamento negli ultimi anni, può adesso fregiarsi anche del primo nome della Repubblica.
E’ quello del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi (appassionato canottiere fino al punto di farsi predisporre un pattino con carrello per vogare nel mare di Santa Severa), che il 27 settembre del 2005, il giorno in cui è diventato cittadino onorario della Capitale, ha ricevuto dal Presidente Gianni Battistoni la tessera d’argento di socio onorario del Canottieri Roma.
Un grande privilegio, mai prima d’ora riservato a nessun altro circolo romano. Tanti anni di storia, di vittorie, di riconoscimenti. Ai quali si aggiunge, per farci sentire ancor più legati al nostro Circolo, la consapevolezza che il tessuto solido di amicizie che qui sono nate e si sono tramandate anche attraverso le generazioni costituisce un conforto, una risorsa e un arricchimento per la vita di ognuno di noi.

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