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SERATA DI EMOZIONI NEL SEGNO DI LUCIO BATTISTI

“Acqua azzurra, acqua chiara, con le mani posso finalmente bere”. Quello che segue è il racconto di una serata. Una splendida serata nel segno delle emozioni e dei ricordi. Un racconto, però, che non può essere completo. Perché anzitutto non può prescindere dall’entusiasmo, da quelle canzoni entrate di diritto nel cuore di milioni di italiani e che la folta platea del Circolo Canottieri Roma ha cantato a squarciagola. Il grande coinvolgimento che ha caratterizzato la serata-omaggio a Lucio Battisti tenuta ieri a bordo piscina. Sul palco Roberto Pambianchi e la sua band. Guest star Giandomenico Anellino.

“Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffè”. Parole, frasi, ritornelli troppo facili da ripescare nella memoria. Dunque “un gol a porta vuota” degli organizzatori dell’evento, che hanno registrato molte presenze nonostante la serata su Lungotevere Flaminio non si prospettasse delle più tranquille sul fronte traffico e nonostante le nuvole che, per fortuna, hanno solo in minima parte guastato il tramonto, poi la frizzante serata, sul fiume.

“Ti stai sbagliando chi hai visto non è… non è Francesca”: uno dei primi brani eseguiti da Pambianchi, artista dal timbro di voce incredibilmente simile a quello dell’amato Battisti. “Basta chiudere gli occhi e ascoltare” riportava a ragione la locandina della serata. Appuntamento che ha aperto i grandi eventi musicali estivi del Circolo. In prima fila il presidente Massimo Veneziano e il vicepresidente Stefano Brusadelli, più in là il segretario generale Marcello Scotto. E ancora i componenti del Consiglio Alessandro Ciampini, Alessandro Cirone, Mario Martelli, Federica Pieri, Francesco Surace e Marco Tagliati. Senza certo dimenticare il consigliere alle Manifestazioni Edmondo Mingione, che assieme al presidente ha introdotto Giandomenico Anellino.

E da Battisti a si è passati a De André, ma non solo. “La chiamavano Bocca di Rosa metteva l’amore metteva l’amore”. Un uomo, “l’uomo orchestra” come viene soprannominato, la sua chitarra a sei corde e un repertorio di musica italiana vastissimo a cui attingere. Anellino ha incantato la platea, riuscendo con virtuosismi arditi anche a “cambiare forma” alla sua chitarra. Che, idealmente, si è trasformata anche in mandolino per eseguire musiche della tradizione popolare italiana. Applausi.

“Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi le tue calzette rosse”. Immancabile, al ritorno sul palco di Pambianchi, “La canzone del sole”. Ancora Battisti e ancora ricordi. Alle spalle dei musicisti foto e copertine d’epoca. Il tempo si è fermato. Gli applausi finali hanno assecondato il battito del cuore.

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