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DIVINO AMORE 2018, LA BANDA VINCE ANCORA

Sfida? Certo, ma contro se stessi. Fatica? Sì, ma nulla che i sorrisi non possano alleviare. Amicizia? Sempre e comunque e quest’anno con un pensiero in più, da rivolgere a Lamberto “Gioiello” Alfonsi che di appuntamenti al Divino Amore non ne perdeva uno. Questo e molto di più, come di consueto, è stata la lunga marcia-pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Divino Amore, un appuntamento entrato oramai nella tradizione del Circolo Canottieri Roma. Evento voluto da Dinetto Manfredi e accolto sempre con entusiasmo dai “banditi”, i componenti della Banda Manfredi, costola virtuale e colorata del Circolo.

Stesso programma di sempre: un passo dopo l’altro da Lungotevere Flaminio 39 al Santuario; 20 chilometri che in questa edizione sono stati ancora più duri per via del forte vento che sferzava lateralmente il percorso. Giove Pluvio, da par suo, non ha però interferito, offrendo anzi con le sue nuvole un filtro assai gradito ai partecipanti.

Flaminia, Piazza del Popolo, Via del Corso, Piazza Venezia, Via dei Fori Imperiali, Colosseo, Arco di Costantino, Circo Massimo e l’interminabile quanto severa Ardeatina. Per non parlare dell’ultimo tratto degno di un arrivo in salita del Giro d’Italia. Non esattamente la sgambatina del sabato. Sebbene la marcia regolare, rapida, efficace e fischiettante del buon Dinetto suggerisse invece una simpatica passeggiata.

I primi ad arrivare sul sagrato della chiesa Luciano Cittadini e la new entry Claudia la Viola, straordinaria e paziente simpatizzante dell’Ufficio Stampa del Circolo, giunta col sorriso sulle labbra. Tra i superstit… ehm, giunti al traguardo anche il consigliere Alessandro Cirone, Piero e Federica Pieri, Alessandro ed Elena Spoleti, Bruno Valensise e, ovviamente, Manfredo Manfredi. Per tutti gli altri, la puntuale, onnipresente (e per questo benedetta) assistenza di Mauro Mancini, alla guida del furgone passeggeri del Circolo. Assenti giustificati i canottieri master impegnati nella concomitante Coppa Tevere.

Presenti però nella rimpatriata finale attorno alla lunga tavolata dell’Osteria Cinti, oasi (per non dire miraggio) degli esausti partecipanti. “Discorso! Discorso! Discorso!”: il presidente del Canottieri Roma Massimo Veneziano, presente con la famiglia al completo, ha lasciato volentieri l’onore e l’onere a Dinetto Manfredi, il quale ha allora ringraziato appunto i “banditi”, vecchi e nuovi ingressi nell’enclave, e la signora Sandra Chiappini della Segreteria come sempre insostituibile.

La Banda la rivedrete all’opera mercoledì prossimo sul campo di calcetto (allerte meteo permettendo). L’appuntamento con la marcia verso il Divino Amore, invece, è solo rimandato di un anno. Le tradizioni si rispettano.

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