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CANOTTAGGIO, PREMIO CORAGGIO E ALTRUISMO A MASCARENHAS

L’episodio risale al 9 febbraio 2016 ed è oramai noto. Parla del gesto di Bruno Mascarenhas, che quel giorno trasse dalle gelide acque del Tevere una donna intenzionata a togliersi la vita. Un gesto per il quale il direttore tecnico del settore Canottaggio del Circolo Canottieri Roma ricevette complimenti da allenatori, atleti e tifosi della grande famiglia del canottaggio italiano. Non ultimo giunse il plauso del presidente della Federazione Italiana Canottaggio Giuseppe Abbagnale. E ora, come annunciato sabato scorso nel corso dell’ultimo Consiglio federale, Mascarenhas riceverà anche il Premio Coraggio e Altruismo della Fic.

Del resto il coraggio, a Bruno, non è mai mancato. Senza quello non avrebbe mai raggiunto gli importanti traguardi sportivi della sua brillante carriera agonistica. E quel giorno brillò, appunto, anche per altruismo. In un’epoca come questa, dove troppo spesso l’indifferenza la fa da padrona, non passa inosservata l’azione dell’ex canottiere azzurro, che a sua volta, quel 9 febbraio, rimase invece toccato proprio dall’indifferenza di quanti si trovarono a transitare lungo gli argini del fiume. Di quanti girarono la testa dall’altra parte.

Meritato allora il riconoscimento del Consiglio federale che, tra l’altro, si è aperto con la viva soddisfazione del presidente Abbagnale circa la vasta eco mediatica ottenuta dalla regata contro la violenza di genere “Via le Mani“, ospitata lo scorso 29 ottobre proprio dal Circolo Canottieri Roma.

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